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Diario di Bordo – 4 agosto 2012

Diario di Bordo del Vieux Malin

 

 

La sosta a Crotone è iniziata con un caloroso “Benvenuti!” da parte dei due ormeggiatori dello Yachting Kroton Club. Una semplice parola che ha significato tanto per noi, che eravamo reduci da 18 ore in tempesta. In nessuno scalo che abbiamo toccato abbiamo ricevuto questa semplice esclamazione, che tanto vuol dire per il navigante. Non dirò che abbia cancellato la mia spossatezza, ma di certo ha contribuito a rincuorare l’animo, trasmettendomi istantaneamente la consapevolezza di aver raggiunto un rifugio sicuro e accogliente. Questo fatto, terminato l’ormeggio, mi ha permesso di tuffarmi nel letto e tagliare le cime del mondo reale, rifocillandomi di un sonno profondo quanto il mare, preda consenziente di un mondo vaporoso e ovattato, ove il cervello e lo spirito potessero ristabilire l’armonia persa fra le onde iraconde del furioso Golfo di Squillace.

Ed è per questo che ancora ringrazio Pasquale e Giuseppe. Li ringrazio per il loro gesto spontaneo e apparentemente insignificante, ma di grande impatto per chi porta sulle spalle il peso di tante ore passate in tensione.

Crotone è stata una bella scoperta. Se non si fa caso alla solita edilizia dissennata di tanti centri abitati del sud, in realtà si scopre una vivace cittadina, piena di vita, di banchi del pesce fresco, di locali gremiti di giovani. E la passeggiata sul lungomare è una festa perenne, intrisa in una cacofonia di musiche diverse che strombazzano dai vari impianti stereofonici. I bambini giocano con curiosi oggetti luminosi, lanciati da una fionda, mentre gli adulti si abbandonano al mangiare, al bere e a conversare gaiamente, lontani anni luce dai problemi quotidiani. La cortesia dei due ormeggiatori non è un’eccezione. Mi è parso che questa gente sappia bene, al contrario dei suoi governanti, quanto sia importante coccolare un turista. Un crotonese mi ha detto che gli abitanti di questa cittadina non gradiscono i turisti. Io ho alzato le sopracciglia dubbioso, mentre mi veniva da pensare che, forse, la presenza dei turisti sia sgradita invece da parte di “alcuni ambienti”, non certo dalla popolazione. E la prova ne è il fatto che il porto turistico è assai ben fatto, e l’accoglienza ricevuta non è certo quella destinata ad un ospite fastidioso. Semmai, la prima considerazione che si può fare venendo qui è che Crotone, attuate le politiche corrette, ha una potenzialità enorme, capace di diminuire in larga misura il tasso di disoccupazione locale. Il cantiere nautico di Elio, ad esempio, non ha un’estensione da guinnes, ma le sue prenotazioni sono innumerevoli e lavora a pieno regime, conosciuto anche da moltissimi stranieri. In inverno, mi racconta Elio stesso, si riempie a tappo ed è costretto a dire di no a moltissimi armatori che chiedono di alare la propria barca presso di lui.

Ho apprezzato moltissimo l’atmosfera che si respira nello Yachting Kroton Club. Fondato 22 anni fa su iniziativa del Dott. Antonio Straticò, medico chirurgo, è un club senza scopo di lucro basato sulla passione per il mare, fornendo ai suoi soci spazi portuali altrimenti destinati all’oblio, e ai diportisti in transito un comodo ormeggio con tutti i servizi. Grazie all’appassionato lavoro del Dott. Ugo Pugliese, attuale presidente, tantissime sono state le migliorie, compresa l’estensione degli spazi dedicati al club, frutto di accorate trattative con l’autorità portuale.

Quando si incontra Ugo per la prima volta, non può non ispirarti simpatia. Arriva al porto a cavallo del suo scooter, in abiti eleganti, e un sorriso stampato sul volto, come se fosse arrivato ad una festa. Si capisce bene che, al di là del lavoro, la sua vera passione è il mare e il suo club, che cura come se fosse una sua creatura. L’amicizia con Ugo è stata immediata, tanto che mi ha diverse volte esortato a rimanere a Crotone o, quanto meno, a pensare seriamente di tornarci dopo la Grecia per svernare lì con la barca. Non so se tornerò a Crotone quest’anno, ma di certo ci tornerò perché è stato un porto molto accogliente, da tutti i punti di vista, un porto dove mi sono sentito a casa, in compagnia di gente straordinaria, come i tanti dottori e chirurghi dell’ospedale che tengono la barca al club. E’ uno spasso vederli salpare, questi dottori e chirurghi. Tutti insieme a bordo della barca di uno di loro, sembrano usciti dal film “Amici Miei”.

 

4 luglio 2012

Dopo una bella serata, passata con Ugo e Francesca, la moglie, alle 09:30 del mattino molliamo gli ormeggi e, fatto il pieno di carburante alla banchina della Q8 (un po’ caruccio, devo dire), alle 10:30 siamo fuori del porto, in rotta per Corfù. Il bollettino METEOMAR delle 06:00 UTC ci dà una pressione alta e livellata su quasi tutto il Mediterraneo, di 1014 hPa, e un mar Ionio calmo e venti previsti di SW2 tendenti a SW3.

Il mare è indubbiamente calmo, ma il leggero venticello che trovo proviene da SE, ed è proprio un refolo. La navigazione procede a vela e motore, giusto per andare un po’ più veloci. Il sole cuoce ogni superficie, e l’afa è insopportabile, tant’è che per la prima volta in vita mia sto navigando con il tendalino spiegato.

Ore 20:00 Le condizioni del mare sono immutate, e la serata ci accoglie con grazia. Siamo in 39° 22.7′ N; 18° 22.3′ E . Il refolo da SE mi costringe ad una rotta più settentrionale, mure a dritta.

5 luglio 2012

Ore 04:00 Siamo stati circondati dalla nebbia. Si tratta di uno strato di spessa umidità che sovrasta la superficie oleosa di un mare addormentato. La pressione è di 1013.4 hPa e siamo in 39° 22.05′ N; 19° 19.01′ E. Ho accostato verso la punta meridionale di Corfù, dal momento che il vento è assente siamo senza vele.

Ore 08:00 Mare calmo, vento assente. Pressione di 1014.5 hPa. Siamo in 39° 21.2′ N; 19° 46.8′ E, abbiamo percorso 21.5 miglia marine in 4 ore, il che equivale una media di 5.3 nodi.

Stamattina presto siamo stati circondati da numerosissimi delfini. Tre di loro sono venuti a trovarci per un breve periodo, poi si sono allontanati. Evidentemente stanno cacciando.

In una traversata come questa non c’è molto da raccontare. Il protagonista, purtroppo, è stato il povero motore, che ha lavorato per tante ore. Alle 15:30 diamo fondo nella baia a sud del Castello di Corfù, non troppo distante dalla deliziosa barca di Vito.

Abbiamo percorso 165.83 miglia, per un totale (da Cagliari) di 946 miglia marine.

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Categorie:Shiplog
  1. nino straticò
    22 gennaio 2013 a 6:23 | #1

    Non poteva non nascere un certo feeling tra lo YKC ed un comandante che innalza il jolly roger di calico jack . Spero di ospitare ancora al nostro club felicemente te , la tua signora e , last but not list , le vieux malin .

  2. 22 gennaio 2013 a 6:52 | #2

    Caro Nino,
    benvenuto nel mio blog, innnanzitutto !
    Rinnovo tutto il mio affetto verso il Vostro meraviglioso Club Nautico, e conto veramente di tornare, una volta lasciata la Grecia.

    Preparate il Mojito !!!

  3. sergio
    28 gennaio 2013 a 8:07 | #3

    ieri trovo l’articolo sul giornale di Crotone ed oggi pensa te cosa mi capita di trovare cercando le normative sulla bandiera Belga :-)
    Caro Cpt Blood mi sono emozionato , non capita tutti i giorni di leggaere un cosi’ bel report sulla propria città.
    Peccato non esserci incrociati , mentre tu partivi noi rientravamo proprio da quella che era la tua meta.
    Torna , ti devo un caffè ;-)
    BV
    sergio & Linda (Oceanis 411 , blu bellissima !)
    PS
    nel caso non lo avessero gia ho dato una copia del giornale a Pasquale ( il cordiale ormeggiatore) , vedo che Nino come al solito arriva primo , giro la pagiana del tuo diario a Ugo ed al Circolo

  4. 29 gennaio 2013 a 12:51 | #4

    @sergio

    Ciao Sergio !
    Addirittura sul giornale cittadino ???
    Ti prego, fammi avere una copia!

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