Diario di Bordo – 29 luglio 2012
Diario di Bordo del Vieux Malin

Grazie all’ospitalità di Vito e del Circolo Velico Tamata, abbiamo passato alcuni giorni incantevoli a Catania, deliziati da una varietà di prelibatezze a cui solo gli Dèi dell’Olimpo sono abituati. Nell’edificio rosa e bianco della “Vecchia Dogana” c’è un vero e proprio Tempio del Gusto, e nei suoi meandri non si può non notare una pasticceria-gelateria dall’aspetto accattivante: la pasticceria Babbi. I suoi gelati, tutti artigianali, sono una vera poesia. Il pistacchio in particolare è di una qualità tale che, più che per le bellezze architettoniche, consiglio la sosta a Catania esclusivamente per quello!
Ma ogni sosta ha una fine, e il 29 luglio è tempo di mollare gli ormeggi. Il bollettino meteorologico dà un invitante venticello da NW per tutta la tratta, per cui pianifico una rotta iniziale vicino alla costa calabra, per poi posizionarmi di buon angolo verso le isole ioniche. Come leggerete fra poco, mal ce ne incolse.
Lasciamo l’ormeggio alle 10:30, uscendo dal porto di Catania in un mare piatto e assenza di vento. La mia intenzione è portarmi vicino, ma non troppo, a Capo Spartivento, in modo tale da poter sfruttare il maestralino previsto in nottata. Procediamo a motore per diverse miglia, finché alle 16:00 alcuni delfini vengono a giocare con noi.

E’ sempre una gran gioia quando vengono e, almeno per me, il più grande rammarico è il non poter trovare il modo di comunicar loro quanto sono grato e felice per le loro visite. Provo sempre ad avvicinarmi, tentando quasi di toccarli. Due mondi differenti che si ammirano a vicenda, che forse tentano di capirsi, così come quando incrociai lo sguardo con quel delfino, fra Pantelleria e Sciacca. Nei suoi occhi non ho trovato cieco istinto, ma intelligenza e curiosità. Una sfrenata voglia di comprendersi, mentre fra i movimenti aggraziati e sinuosi dei loro corpi e gli spruzzi della mia prua prendeva forma quasi solida la domanda: chi sei?
30 luglio 2012
01:30 am Siamo al traverso di Capo Spartivento, la pace è finita: inizia l’inferno. Dopo aver inizialmente tribolato con un vento capriccioso, ora mure a sinistra, ora mure a dritta, il mare si gonfia di rabbia sotto le sferzate di un maestrale a 30 nodi, troppo pochi per giustificare tanta ira. Il Golfo di Squillace è perfido: ti fa credere che avendo costa sopravvento, il mare non possa alzarsi più di tanto. E invece siamo schiaffeggiati da muri alti fino a 4 metri, i cui spruzzi inondano tutta la barca. Inutile contrastare gli elementi, fuggiamo al lasco con il solo genoa terzarolato.
05:30 Vento e mare ci spingono a 8 nodi, ma il movimento oscillatorio della barca mette a dura prova i nostri spiriti. La richiesta, disperata, dell’equipaggio è quella di andare subito a Crotone! Ma come faccio? Dovrei orzare e compromettere la sicurezza di tutti, dovendo combattere contro questo inferno.
06:40 Tutto ciò che posso fare è orzare leggermente, sperando che il vento cali per poter risalire un pò di latitudine. E’ ormai chiaro che non possiamo resistere così per le altre 180 miglia che ci separano dalla Grecia.
08:00 Il bollettino, sul CH68, ci dà finalmente la situazione reale: Mar Ionio Settentrionale, vento da NW forza 7, mare molto mosso. E la tendenza per le prossime 12 ore è la stessa. Grazie, lo sapevo che c’è una buriana! Sarebbe stato bello saperlo prima di salpare. Ma va bene, ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare. L’equipaggio soffre, e io devo fare del mio meglio per portarlo a terra al più presto. Orzo il più possibile, cercando di levarci di torno quanto prima dalle orribili grinfie del Golfo di Squillace. Ma questo significa anche avere il mare un pò più al traverso, e i movimenti oscillatori aumentano sensibilmente. Sotto coperta è una baraonda di roba caduta sul paiolato. Devo poggiare di nuovo, ma questo mi allontana dalla Calabria.
Ore 10:00 Siamo in 38° 23.93′ N ; 17° 13.61′ E , il mare è sempre gonfio, e il vento non accenna a diminuire. Continua l’aspro combattimento per avvicinarmi a Crotone. La pressione barometrica è in calo: da 1013.2 di stamattina è arrivata a 1011.8 !
Il combattimento continua tutta la giornata, con una rotta il più settentrionale possibile. Raggiunto quasi il traverso di Capo Rizzuto, bordeggiamo strenuamente per avvicinarci. Ritengo che laggiù ci sia buon ridosso.
Ore 14:00 Mare sempre gonfio da maestro, vento teso a 26 nodi. Siamo in 38° 42.46′ N; 17° 24.23′ E , la pressione barometrica è scesa a 1011.5 , e la cosa non mi piace. Tuttavia, le carte sinottiche non prevedevano formazioni depressionarie in questa zona.
Ore 17:00 Rotta vera 340°, continua il lento avvicinamento alla costa, puntando a oriente di Capo Rizzuto. Siamo in 38° 48.48′ N ; 17° 14.81′ E. Questo avvicinamento, contro mare e vento, fa si che la barca debba lottare con tutte le sue forze. Ma questo mi consentirà di poggiare verso Crotone con un vento favorevole e, soprattutto, un moto ondoso più accettabile.
Ore 18:30 Le mie speranze sono state accolte: avvicinandoci alla costa a oriente di Capo Rizzuto, il mare si placa sensibilmente, pur mantenendo un moto ondoso importante. Finalmente si poggia verso oriente! Contatto lo Yachting Kroton Club, avvisandoli che arriveremo verso le 21. Ci aspetta un comodo ormeggio.
Ore 20:30 Entriamo in porto a Crotone e ormeggiamo alla francese presso il marina.
Avvisi ai naviganti : MAI SOTTOVALUTARE IL GOLFO DI SQUILLACE !
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P.S. Dal 28 luglio abbiamo percorso 780 miglia nautiche.


