Diario di Bordo – 18 agosto 2012
Diario di Bordo del Vieux Malin

16 agosto 2012
Lasciamo Preveza la mattina presto, ritemprati dalla lunga sosta. Ho avuto modo di chiedere informazioni sui cantieri che si trovano dinanzi al porto, dall’altra parte del canale d’entrata. Due di essi hanno nomi suggestivi: Cleopatra Marina e Aktio. E’ chiaro, qui sorgeva la città di Azio, ove Antonio e Cleopatra furono sonoramente sconfitti dall’esercito di Ottaviano. Per celebrare tale vittoria, il grande Imperatore fece edificare una città che chiamò, appunto, Nikopolis (città della vittoria). Ma questi due cantieri non mi hanno convinto. Cleopatra mi ha risposto dopo 5 giorni, e i suoi prezzi non sono così competitivi. Ionion Marine, invece, mi ha risposto subito e la loro offerta mi è sembrata piuttosto vantaggiosa, compreso lo sconto del 5% per il fatto che sono membro della Cruising Association inglese.
Il regime di Alta Pressione non molla, ma all’uscita del canale di accesso a Preveza troviamo un pò di mare lungo da occidente. Ci avviciniamo ben presto all’entrata del canale di Lefkada, e non posso nascondere una certa apprensione riguardo ad esso: l’inizio del canale è caratterizzato da bassifondi sabbiosi, dragati (quante volte?) e segnalati da boette rosse e circoscritti da una strettoia micidiale. Non ho altre barche da seguire, dovrò procedere “a naso”.
Dal largo non si capisce bene dove sia l’entrata, sembra di dover andare a cozzare contro la spiaggia.

Ma, una volta che ci si avvicina e si aguzza la vista, si intravede l’entrata. Devo attendere, sono le 08:25 e il ponte mobile si aprirà allo scoccare dell’ora. Non mi ancoro, grazie al fatto che non c’è vento posso tranquillamente rimanere in una deriva controllata.
Sono le 08:45, non voglio rimanere qui a lungo. Dati i bassifondi, e la cautela necessaria, per presentarmi all’appuntamento delle ore 09:00 decido di muovermi e affrontare l’entrata. Il paesaggio è molto suggestivo, si scorgono le lagune, al di là del canale. Il cuore sobbalza, lo scandaglio segna sempre meno. Non so se avvicinarmi alle boe rosse, o rimanere bene al centro del canale. Decido per ques’ultima opzione, nonostante possa quasi sentire su di me la terribile vicinanza del fondo.

Lo scandaglio inizia a frignare, ma io non riesco a scorgere nulla in quest’acqua torbida. L’unica cosa che posso fare è mantenermi al centro e procedere avanti adagio. Come d’incanto le cifre del display dello scandaglio iniziano ad aumentare, sino ad un confortante 4 (metri). Sono le 08:55 e posso tranquillamente attendere l’apertura del ponte.
Questo, puntuale come un orologio, si apre non come mi aspettavo, ma traslando dalla sua posizione, per poi “ormeggiarsi all’inglese” lungo la banchina orientale del canale. Dall’altra parte c’è già una lunga coda di barche in attesa, ma secondo le normative navali io ho la precedenza (giungendo da nord), per cui procedo.
Bello, magico, stupendo, sensazionale…..che aggettivo dare a questo canale? Ero talmente concentrato nel timonare la mia barca, che non ho potuto fare alcuno scatto. Si scivola dinanzi alla città di Lefkada (Leukada, ma i greci pronunciano EU con EF), e si prosegue verso sud, in acque verdi e torbide, ma circondate da un paesaggio molto suggestivo, un ecosistema lagunare pieno di aironi, gabbiani, gazze e cormorani. L’incanto è notevole, ma è una di quelle situazioni in cui un buon capitano si deve chiedere cosa fare nel caso in cui ci sia un’avaria al motore. Lo spazio è stretto, e le possibilità di manovra molto esigue.
Dopo 4 miglia di canale, eccoci sbucati nel cosiddetto “mare interno”, uno scenario magico dove si annidano perle come Meganisi (isola grande), Sparti e, più a sud, Itaca e Cefalonia! Si, gli dèi dello Ionio mi hanno concesso l’arrivo nelle terre di Odisseo, e non posso fare a meno di ringraziarli nell’intimo, mentre la mia bocca rimane ancora aperta per lo stupore di tanta bellezza.

Costeggiamo l’isola di Lefkada, la nostra destinazione è Sivota Bay, lungo la costa meridionale di questa montagnosa terra che si illude di essere isola, ma altri non è che un pezzo di continente separato solo da uno stretto canale.
A Sivota abbiamo il primo assaggio di come funzionano le cose in Grecia. Dopo aver inizialmente ancorato in mezzo alla baia (strettissima e ridossata da tutti i venti), noto una “taverna” (TABEPVA, in greco) con un pontile attrezzato con acqua e luce e una scritta accattivante, posta su un cartello in bella vista : “Free Mooring”. Ormeggio gratuito? La curiosità mi spinge ad investigare.
Scendo a terra e chiedo al gestore. “Si!” , mi conferma. Anzi, “NE” (in greco), esclama. “Puoi ormeggiare qui, ma devi mangiare alla mia taverna.” Si può fare! Ed ecco il risultato, la mattina dopo:

Il “sacrificio” di mangiare alla Taverna Stavros si può sopportare in maniera assai agevole: il cibo è eccellente, e si paga una sciocchezza. Ecco una bella visuale dal piano di sopra della taverna:

Riuscite a leggere “FREE MOORING” ?
Alla prossima puntata!
Captain Blood



Ach.. sempre + invitante…