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Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Grog

16 marzo 2010 Nessun commento

Ahoy sailors !

Ne è passato di tempo dal mio ultimo scritto. Purtroppo gli impegni sono tanti, e il tempo sempre poco.

Oggi vorrei parlarvi di una bevanda a me molto cara, una bevanda da veri marinai….da marinai d’altri tempi: il GROG !

Bevanda alcolica composta di acqua e rum, fu introdotto nella Royal Navy dal Vice Ammiraglio Edward Vernon il 21 agosto, 1740. Moderne versioni del drink includono succo di limone, succo di lime, cannella o zucchero per migliorarne il gusto. Il rum con acqua, zucchero e noce moscata è noto come Bumboo e fu popolare tra pirati e mercanti.

La tradizione lo ha subito accettato ed incluso fra le mercanzie NECESSARIE da avere a bordo. Un vascello non poteva salpare senza una scorta adeguata di Rum a bordo con il quale preparare il GROG. Si sono rischiati diversi ammutinamenti qualora il liquore caraibico non fosse sufficiente a bordo. Razioni extra o in meno venivano comminate dai Capitani, a seconda che l’equipaggio si fosse comportato bene o male in un particolare frangente.

L’uomo scoprì molto tempo fa che non poteva bere l’acqua di mare e che aveva bisogno di significative quantità di acqua fresca per i viaggi lunghi. Non potendo desalinizzare l’acqua di mare, l’acqua veniva portata a bordo in barili, ma sviluppava rapidamente alghe e diventava melmosa. L’acqua stagnante veniva addolcita con birra o vino per renderla gradevole al palato, il che significava altri barili soggetti a deterioramento. Con il divenire più comune dei viaggi lunghi, il compito dell’immagazzinamento divenne sempre più difficile e la razione giornaliera di un gallone di birra per marinaio iniziò ad avere un senso.

A seguito della conquista britannica della Giamaica nel 1655, una mezza pinta (o gill) di rum rimpiazzò gradualmente birra e brandy come bevanda preferita. Dare la razione pura ai marinai causò altri problemi, poiché alcuni conservavano le razioni di rum per alcuni giorni e poi le bevevano tutte in un colpo. A causa delle conseguenti indisposizioni e dei problemi disciplinari, il rum venne mischiato all’acqua. In questo modo se ne diluiva l’effetto inebriante e l’acqua si guastava più lentamente. Una mezza pinta di rum mischiata con un quarto di acqua e servita in due parti, prima di mezzogiorno e dopo la fine della giornata lavorativa, divenne parte del regolamento ufficiale della Royal Navy nel 1756 e restò in vigore per più di due secoli.

Quando si scoprì che dosi giornaliere di vitamina C prevenivano lo scorbuto, il succo di limone o di lime venne aggiunto alla ricetta.

I marinai chiamarono la bevanda annacquata grog prendendo spunto dal nomignolo del suo inventore, l’ammiraglio Edward “Old Grog” Vernon, chiamato così per il cappotto di grogram che indossava. Sostenevano che la nuova bevanda, sanzionata dal regolamento, fosse sgradevole e del tutto diversa dal buon vecchio rum, «sottile come il cappotto del vecchio Grog!»

La pratica di servire grog due volte al giorno venne importata anche nella Continental Navy e nella Marina Militare degli Stati Uniti. Robert Smith, all’epoca Segretario alla Marina, provò a sostituire la razione di rum d’importazione con una di whiskey di segale. Vedendo che la cosa era gradita ai marinai americani, il cambiamento divenne permanente. Si narra che i suoi marinai seguirono l’usanza dei loro predecessori inglesi, presero a chiamare la razione “Bob Smith” invece che grog.

Sebbene la Marina Militare degli Stati Uniti non contemplasse più la razione di rum dal 1 settembre 1862, la Royal Navy ne continuò la distribuzione. Con i movimenti per la temperanza del tardo XIX secolo iniziò a cambiare l’atteggiamento verso le bevande alcoliche ed i giorni del grog lentamente giunsero alla fine. Il 28 gennaio 1970 ebbe luogo il “Grande dibattitto sul rum” nella Camera dei Comuni ed il 30 luglio 1970, che tuttora è chiamato il “Black tot day”, fu dato l’ultimo segnale di Up Spirits nella Royal Navy.

Fino alla sospensione della razione di grog del 1970, il rum della Royal Navy aveva una gradazione alcolica di 47,5; la razione abituale era di 1/8 di pinta, diluita due parti a una con acqua (tre parti ad una fino alla seconda guerra mondiale). Razioni extra di rum erano fornite per le feste speciali, come il Trafalgar day, ed i marinai potevano dividere le loro razioni col cuoco o con un compagno che festeggiava il compleanno.

Col tempo la distribuzione della razione di rum si arricchì di un rituale elaborato. Alle 11 di mattina, l’aiuto nostromo suonava Up spirits, il segnale per cui il sottufficiale di giornata saliva sul ponte di poppa e radunava (1) le chiavi della stanza degli alcolici da un ufficiale, (2) il costruttore di barili della nave, e (3) un distaccamento dei Royal Marines. In processione essi aprivano la porta della stanza degli alcolici, e testimoniavano all’immissione in un fusto di un ottavo di pinta di rum per ogni marinaio e sottufficiale della nave con più di 19 anni di età e che non fosse sotto punizione. Due marine sollevavano il fusto e lo portavano sul ponte, prestando guardia mentre una fila di cuochi della mensa dei sottufficiali tenevano saldamente la propria brocca. Il sergente dei marine versava la razione su istruzione dell’attendente capo, che annunciava il numero di sottufficiali che potevano bere, presenti in ogni mensa sottufficiali. Il resto del rum veniva mischiato in una vasca con due parti di acqua, diventando il grog somministrato alla truppa.

A mezzogiorno l’aiuto nostromo suonava Muster for rum, e i cuochi di ogni mensa si presentavano con dei secchi di stagno. Il sergente dei marines prelevava il numero autorizzato di tots (mezze pinte) con la supervisione del sottufficiale di giornata. I pochi tots di grog che restavano nella vasca (detti plushers) venivano versati negli scarichi (scuppers) finendo in mare.

I sottufficiali venivano serviti per primi e avevano diritto ad una razione di rum non diluita. La truppa beveva il suo grog in un unico sorso, quando aveva finito il proprio lavoro attorno a mezzogiorno.

Ma ecco, dunque, la ricetta originale della Royal Navy:

ingredienti:

  1. rum
  2. acqua
  3. zucchero
  4. limone

preparazione: scaldare l’acqua quasi a bollitura, versala in una scodella, aggiungete il rum per 1/3 del contenuto, zuccherate a piacere mescolando ed infine infilateci lo spicchio di limone.

A questa ricetta, personalmente aggiungo cannella in polvere e un pò di caffè solubile.

Lo preparo SEMPRE durante le navigazioni notturne. Corrobora, riscalda e aiuta a passare le fredde ore notturne di guardia in pozzetto.

Provatelo, e sappiate dirmi cosa ne pensate!

Un abbraccio a tutti,

Captain Blood

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Sinusite

3 marzo 2010 Nessun commento

La sinusite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, spesso accompagnata da un processo infettivo primario o secondario.

In caso di sinusite, la mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all’interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione.

Questa patologia può colpire soltanto persone in cui i seni paranasali siano ben sviluppati; per questo motivo i bambini in età pediatrica, nei quali i seni non si sono ancora formati, non contraggono la malattia.

Si può scatenare in seguito ad un qualsiasi processo infiammatorio delle cavità paranasali. Spesso questo è determinato da una rinite di origine virale (Rhinovirus o altri della famiglia Picornaviridae), batterica (Staphylococcus Aureus, Streptococcus Pyogenes tra i tanti), fungina (in caso di immunodeficienza) o non infettiva (ad esempio rinite allergica).

Si può quindi sviluppare, così come altre infiammazioni di cavità del cranio (otiti, mastoiditi), in seguito ad un’espansione di un’ infezione che colpisce prima l’orofaringe.

Meno sovente la causa di sinusite può essere un’infezione dell’arcata dentaria superiore, che si mette in comunicazione con le cavità paranasali tramite la radice dei denti molari o più raramente dei denti premolari che demolisce il pavimento dei seni mascellari determinando un ostio di comunicazione.

La sinusite può presentarsi in diverse forme:

  • acuta, se persiste per un periodo massimo di 2-3 settimane
  • cronica, se i sintomi si protraggono per periodi più lunghi (anche alcuni mesi)
  • ricorrente, se lo stesso paziente accusa durante l’anno più di 3 recidive.

In generale i sintomi della sinusite constano di dolore e senso di pressione al volto, in zone diverse a seconda del seno paranasale interessato. Si possono accompagnare poi i sintomi aspecifici dell’infiammazione o di un’infezione (cefalea, febbre, rinorrea con muco verde-giallastro, tosse grassa, mal di denti).

Tutto questo per dirvi, cari lettori, che la SINUSITE è una gran rottura di balle!

AEROSOL a manetta…

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Libertà

5 febbraio 2010 Nessun commento

La libertà vola sconsolata nei cieli del nostro Paese. La politica ne fa largo uso, di questa parola, e travisa il suo concetto così come travisa il concetto di “potere”.

Il potere viene infatti inteso come libertà di fare i propri comodi e di farli come e quanto ci si aggrada. Un po’ come il divertente spot di Corrado Guzzanti : “Popolo delle libertà: facciamo un po’ come cazzo ci pare!”

In questo quadro è un fatto del tutto coerente, da parte dell’attuale governo dell’italietta, varare un decreto che garantisca l’impunità del Premier: il leggittimo impedimento!

Certo, le emergenze di questo Paese sono tante e più importanti.
Tuttavia l’urgenza di mettersi al riparo dalle Procure “rosse” e politicizzate è più impellente. La casta si autoprotegge, e lo dimostra la vergognosa astensione al voto dell’UDC, che sta all’opposizione!

La Legge NON è uguale per tutti i cittadini, signori. E’ sempre stato così.

Democrazia è anche accettare la volontà del Popolo. Ed è per questo che, dal momento che il Popolo Italiano mantiene alti consensi nei confronti di questi mascalzoni, e contestualmente non esiste un’opposizione seria e autorevole, il tutto condito da una classe giornalistica da terzo mondo, allora non mi resta altro da fare che rimanermene nella mia Isola di Tortuga, dove vivono ancora i concetti VERI di libertà e potere.

La schiavitù del terzo millennio sta allargando le proprie braccia, includendo anche voi, gentili lettori. E sarebbe bene che tutti se ne rendessero conto.

Caro Bersani, dove sei? Cosa fai? Qual’è il tuo pensiero? Dicci qualcosa!


Captain Blood

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Io sono haitiano

15 gennaio 2010 Nessun commento

Nessuna retorica. Siamo tutti…TUTTI di Haiti. Diamogli una mano:

Croce Rossa

Numero verde: 800.166.666

Donazione online: Causale “ Pro emergenza Haiti “ www.cri.it

Bonifico bancario: causale “ Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020

Programma alimentare mondiale Onu

Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM

IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688

Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848

ABI 03069 CAB 05196

IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383

Donazioni online: www.wfp.org/it

Caritas Italiana:

C/C POSTALE N. 347013 – Causale: “Emergenza terremoto Haiti”

Oppure tramite bonifico:

UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119

Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113

CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Donazioni online: Caritas international http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html

Save the Children:

Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y

Oppure: C/C POSTALE n.43019207

Medici senza Frontiere

Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25

Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000

CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti

Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/
Unicef

Donazioni online:

https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001

Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010

Actionaid: Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale

Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287

Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti

Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti

Donazioni on line dal sito internet www.agire.it

Le Misericordie Italiane:

c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a “Confederazione Nazionale” con causale «PRO HAITI».

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2010

2 gennaio 2010 Nessun commento

Di solito preferisco gli anni con i numeri dispari. E’ una mia stranissima e personale predisposizione. Il numero pari non lo gradisco affatto. Adoro il 3 e i multipli di 3, quindi mi aspettavo tanto dal 2009. Invece, nella serata del 31 dicembre mi son trovato sul ponte del mio vascello a guardarmi attorno, mentre lentamente la luce del sole moriva portandosi dietro le speranze e le attese di un anno pieno di eventi, pieno di promesse raramente mantenute. Non ero addolorato, nemmeno malinconico. Semmai si ripeteva quell’ancestrale rito di passaggio che prevede l’impacchettare l’anno che va via ed attendere con ansia e aspettativa quello nuovo, pensando e augurandosi che possa essere migliore.

Sarà migliore, si. Perché sono convinto che molti di noi hanno imparato dai propri errori. Perché sono un ottimista dichiarato, e sono certo che prima o poi la forza della ragione e del Bene, come entità Superiore siano “naturalmente” più efficaci e vincenti della seducente attrazione del male e della irragionevolezza dei nostri tempi.
I buoni propositi per l’anno nuovo li fanno tutti, e sarebbe stupido pensare che TUTTI vivranno  un 2010 meraviglioso, migliore ed eccitante. No, bisogna essere realisti e sapere che, come in tutti gli anni, tante cose brutte accadranno. Ma sta a noi lavorar sodo per migliorarci e migliorare il mondo in cui viviamo. I cambiamenti ci saranno, alcuni lenti e altri più repentini, ma noi possiamo essere gli artefici del nostro destino. Facile ascoltare gli oroscopi e aspettare la “manna dal cielo”. Siamo contenti se gli auspici delle stelle ci parlano di tanta felicità, soldi e amore. Ma perdiamo di vista il fatto che siamo NOI a costruirci il futuro, siamo NOI che con fatica e determinazione miglioriamo la nostra vita. Le stelle sono solo corpi gassosi che bruciano idrogeno producendo elio, lontani anni luce. Guardiamo invece in noi stessi, che geograficamente siamo più vicini, ma troppo spesso molto più lontani dal punto di vista della comprensione. Astraiamoci un attimo dalla vita che conduciamo, ed analizziamola meglio. Diamo valore agli aspetti importanti della nostra esistenza e alle persone che ci vogliono bene. Quelle si che sono le nostre stelle, il nostro tesoro.

Ecco perchè, quindi, io guardo con un sorriso al nuovo anno. Le ombre del 31 scendono con grazia sulla baia dell’Isola, mentre già i vagiti dell’anno nascente riempiono i cuori di speranza.

BUON ANNO A TUTTI !

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Piccola riflessione

3 dicembre 2009 Nessun commento

E’ vero, navigare è un’arte; un’arte racchiusa in due limiti ben definiti: il punto di partenza e il punto di arrivo. Il punto di arrivo può essere variabile, a seconda delle condimeteo affrontate e delle condizioni del mezzo. A-B o C, o D…..ma ciò che conta è l’universo di momenti, di decisioni, di calcoli, di osservazioni e di stati d’animo che compongono il magnifico quadro della navigazione. La matematica e la geometria cessano di essere fredde regole logiche, ma danzano assieme alle carte nautiche e al paesaggio marino in un amalgama organico ed elegante. Il tempo che scorre, assieme alle miglia che scivolano, non è altro che una finestra temporanea su una dimensione parallela alla vita che scorre sulla terraferma, e farne parte è un’esperienza che tocca il cuore e lo marchia per sempre…

Avevo 4 anni quando per la prima volta mi trovai nel pozzetto di una barca da crociera. Quei momenti sono gli unici rimasti VIVI nel mio ricordo di quel periodo. Chi ha dei figli dovrebbe pensare a regalare loro questi gioielli di vita al più presto, perchè sono tesori che si porteranno appresso tutta la vita. Da allora non ho mai smesso di navigare: barche, pescherecci, una nave militare e ora la mia barca…

Non c’è prezzo per tutto questo…

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Flickr

24 novembre 2009 Nessun commento

This is a test post from flickr, a fancy photo sharing thing.

Yep, I’ve linked my Flickr page to my blog. This is because all of my best pic production is on Flickr…

sorry for this test message, but wanted to try.

Regards,

Captain Blood

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Hello world!

19 novembre 2009 Nessun commento

My vessel at anchor

Welcome to the Island of Tortuga, dear folks!

This is an island of freedom and free ideas. Everybody is invited to speak out their feelings and thoughts. The only requirement is RESPECT for other cultures and other people.

My vessel is now moored in the island for the next few months, and she will stay until winds and currents are favourable for good navigation.

Just few info about this blog.
I strongly wish is this blog to be read and partecipated by international and national folks. Therefore, I’ll try to write in english as much as I can. Nevertheless, for strictly “italian” issues, for the sake of my co-citizens comprehencion, I will seldomly write in italian as well. The best option for me is to write double language. Will see if it works….

Please be patient for I have to collect the first ideas to write down for you.
Will be back soon!

Best Regards,
Captain Blood

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