Progetto di navigazione

18 aprile 2010 CptBlood Nessun commento

Cari lettori,

dopo lunghe riflessioni desidero presentarvi un grossolano piano di navigazione che il Vieux Malin dovrebbe intraprendere nel futuro. Date e luoghi esatti saranno da definire, ovviamente, ma si tratta di un iniziale tracciamento di una rotta di massima.

Il mio piano riguarda essenzialmente due aspetti:

1) La ri-scoperta di luoghi affascinanti e immersi nel mito, meno frequentati dal grande turismo di massa.

2) Un viaggio nella nostra cultura mediterranea, nelle nostre radici che provengono dall’ellenismo post-alessandrino, vera culla della civiltà occidentale.

Alcuni luoghi sono stati omessi, a causa della loro scarsa conservazione storica e anche a causa dello scarso interesse ambientale che ricoprono. Ecco quindi che, per esempio, il luogo della antica ILIO (Troia) non verrà toccato perché troppo vicino all’Ellesponto e alle sue trafficatissime rotte commerciali.

Piano d’opera grossolano:

Olbia (che fosse la terra dei Feaci?) – Palermo

Palermo – Isole Egadi – Trapani (Erice)

Trapani – Monastìr (Tunisia. Probabilmente la costa del nord Africa era la sede dei “Mangiatori di Loto” descritti nell’Odissea) - Lampedusa

Lampedusa – Malta (visita alla Cattedrale e al meraviglioso quadro del Caravaggio, la decollazione di Giovanni Battista. Secondo alcune teorie l’isola della ninfa Calipso chiamata Ogigia da Omero, si identificherebbe con l’isola di Gozo, nell’arcipelago maltese).

Malta – Sciacca (Templi di Selinunte)

Sciacca – Siracusa (Casa di Archimede. Anche nei pressi di Ragusa, alcune teorie pongono la dimora dei Feaci.)

Siracusa – Catania (Giardini di Naxos – Taormina)

Catania – Locri (polis della Magna Grecia fondata nel VII secolo a.C.)

Locri – Crotone (Il promontorio di Kroton era abitato da popolazioni indigene, forse enotri e iapigi, già nell’età del bronzo e nella prima età del ferro. La fondazione greca di Crotone risale al 718 a.C., come citato da Eusebio di Cesarea nel suo Chronicon, sebbene altre fonti la rimandino al 710 a.C., o al tempo del re Polidoro, nel 743 a.C. La città venne fondata dagli Achei.
La leggenda narra che il nome Crotone derivi da “Kroton”, figlio di Eaco, che morì ucciso per errore dal suo amico Eracle. Questi, per rimediare all’errore compiuto e per onorare l’amico che lo aveva ospitato, lo fece seppellire con solenne cerimonia sulle sponde del torrente Esaro e poi vicino alla tomba fece sorgere la città a cui diede il suo nome.
Secondo una leggenda, l’oracolo di Apollo a Delfi ordinò a Myskellos di Rhype di fondare una nuova città nel territorio compreso fra Capo Lacinio e Punta Alice. Dopo aver attraversato il mare ed esplorato quelle terre, Myskellos pensò che sarebbe stato meglio fermarsi a Sybaris, già florida e accogliente anziché affrontare i pericoli e le difficoltà nella fondazione di una nuova città. Il dio adirato gli ordinò di rispettare il responso dell’oracolo. Secondo Ovidio sarebbe stato invece Eracle ad ordinare a Myskellos di recarsi sulle rive del fiume Esaro.
Un’altra tradizione fa risalire il nome della città all’eroe Crotone, fratello di Alcinoo re dei Feaci).

Crotone- Kerkyra (forse la vera Itaca omerica) – Ithaca – Zante

Zante – Corinto – Canale di Corinto – Entrata nel Mar Egeo

Isole del Mar Egeo

Samo

Kusadasi (termine che significa “isola degli uccelli”) è una città e un porto della Turchia sul Mar Egeo, situata 85 km a sud di İzmir, nella provincia di Aydın.
È una importante stazione turistica, grazie alla sua vicinanza al sito archeologico di Efeso, ma anche alla casa della Vergine Maria e alle città di Pamukkale e Mileto).

Costa meridionale della penisola Anatolica – Rodi e Kastellorizo (dove Salvatores ha girato il film “Mediterraneo”)

Cipro – Alessandria d’Egitto (fondata da Alessandro il Grande fra il 332 e il 331 a.C.)

Probabile “svernaggio” ad Alessandria d’Egitto

Creta (Palazzo di Cnosso) – Santorini (intorno al 1627 a.C. l’esplosione del suo vulcano creò uno spaventoso Tsunami che forse distrusse per sempre la civiltà minoica. Evento assimilabile al mito di Atlantide raccontato da Platone nei dialoghi del Timeo e Crizia).

Santorini – Coste meridionali del Peloponneso (alla scoperta di Sparta e dell’Arcadia)

Ritorno in Magna Grecia…

Buon vento!

Captain Blood

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Grog

16 marzo 2010 CptBlood Nessun commento

Ahoy sailors !

Ne è passato di tempo dal mio ultimo scritto. Purtroppo gli impegni sono tanti, e il tempo sempre poco.

Oggi vorrei parlarvi di una bevanda a me molto cara, una bevanda da veri marinai….da marinai d’altri tempi: il GROG !

Bevanda alcolica composta di acqua e rum, fu introdotto nella Royal Navy dal Vice Ammiraglio Edward Vernon il 21 agosto, 1740. Moderne versioni del drink includono succo di limone, succo di lime, cannella o zucchero per migliorarne il gusto. Il rum con acqua, zucchero e noce moscata è noto come Bumboo e fu popolare tra pirati e mercanti.

La tradizione lo ha subito accettato ed incluso fra le mercanzie NECESSARIE da avere a bordo. Un vascello non poteva salpare senza una scorta adeguata di Rum a bordo con il quale preparare il GROG. Si sono rischiati diversi ammutinamenti qualora il liquore caraibico non fosse sufficiente a bordo. Razioni extra o in meno venivano comminate dai Capitani, a seconda che l’equipaggio si fosse comportato bene o male in un particolare frangente.

L’uomo scoprì molto tempo fa che non poteva bere l’acqua di mare e che aveva bisogno di significative quantità di acqua fresca per i viaggi lunghi. Non potendo desalinizzare l’acqua di mare, l’acqua veniva portata a bordo in barili, ma sviluppava rapidamente alghe e diventava melmosa. L’acqua stagnante veniva addolcita con birra o vino per renderla gradevole al palato, il che significava altri barili soggetti a deterioramento. Con il divenire più comune dei viaggi lunghi, il compito dell’immagazzinamento divenne sempre più difficile e la razione giornaliera di un gallone di birra per marinaio iniziò ad avere un senso.

A seguito della conquista britannica della Giamaica nel 1655, una mezza pinta (o gill) di rum rimpiazzò gradualmente birra e brandy come bevanda preferita. Dare la razione pura ai marinai causò altri problemi, poiché alcuni conservavano le razioni di rum per alcuni giorni e poi le bevevano tutte in un colpo. A causa delle conseguenti indisposizioni e dei problemi disciplinari, il rum venne mischiato all’acqua. In questo modo se ne diluiva l’effetto inebriante e l’acqua si guastava più lentamente. Una mezza pinta di rum mischiata con un quarto di acqua e servita in due parti, prima di mezzogiorno e dopo la fine della giornata lavorativa, divenne parte del regolamento ufficiale della Royal Navy nel 1756 e restò in vigore per più di due secoli.

Quando si scoprì che dosi giornaliere di vitamina C prevenivano lo scorbuto, il succo di limone o di lime venne aggiunto alla ricetta.

I marinai chiamarono la bevanda annacquata grog prendendo spunto dal nomignolo del suo inventore, l’ammiraglio Edward “Old Grog” Vernon, chiamato così per il cappotto di grogram che indossava. Sostenevano che la nuova bevanda, sanzionata dal regolamento, fosse sgradevole e del tutto diversa dal buon vecchio rum, «sottile come il cappotto del vecchio Grog!»

La pratica di servire grog due volte al giorno venne importata anche nella Continental Navy e nella Marina Militare degli Stati Uniti. Robert Smith, all’epoca Segretario alla Marina, provò a sostituire la razione di rum d’importazione con una di whiskey di segale. Vedendo che la cosa era gradita ai marinai americani, il cambiamento divenne permanente. Si narra che i suoi marinai seguirono l’usanza dei loro predecessori inglesi, presero a chiamare la razione “Bob Smith” invece che grog.

Sebbene la Marina Militare degli Stati Uniti non contemplasse più la razione di rum dal 1 settembre 1862, la Royal Navy ne continuò la distribuzione. Con i movimenti per la temperanza del tardo XIX secolo iniziò a cambiare l’atteggiamento verso le bevande alcoliche ed i giorni del grog lentamente giunsero alla fine. Il 28 gennaio 1970 ebbe luogo il “Grande dibattitto sul rum” nella Camera dei Comuni ed il 30 luglio 1970, che tuttora è chiamato il “Black tot day”, fu dato l’ultimo segnale di Up Spirits nella Royal Navy.

Fino alla sospensione della razione di grog del 1970, il rum della Royal Navy aveva una gradazione alcolica di 47,5; la razione abituale era di 1/8 di pinta, diluita due parti a una con acqua (tre parti ad una fino alla seconda guerra mondiale). Razioni extra di rum erano fornite per le feste speciali, come il Trafalgar day, ed i marinai potevano dividere le loro razioni col cuoco o con un compagno che festeggiava il compleanno.

Col tempo la distribuzione della razione di rum si arricchì di un rituale elaborato. Alle 11 di mattina, l’aiuto nostromo suonava Up spirits, il segnale per cui il sottufficiale di giornata saliva sul ponte di poppa e radunava (1) le chiavi della stanza degli alcolici da un ufficiale, (2) il costruttore di barili della nave, e (3) un distaccamento dei Royal Marines. In processione essi aprivano la porta della stanza degli alcolici, e testimoniavano all’immissione in un fusto di un ottavo di pinta di rum per ogni marinaio e sottufficiale della nave con più di 19 anni di età e che non fosse sotto punizione. Due marine sollevavano il fusto e lo portavano sul ponte, prestando guardia mentre una fila di cuochi della mensa dei sottufficiali tenevano saldamente la propria brocca. Il sergente dei marine versava la razione su istruzione dell’attendente capo, che annunciava il numero di sottufficiali che potevano bere, presenti in ogni mensa sottufficiali. Il resto del rum veniva mischiato in una vasca con due parti di acqua, diventando il grog somministrato alla truppa.

A mezzogiorno l’aiuto nostromo suonava Muster for rum, e i cuochi di ogni mensa si presentavano con dei secchi di stagno. Il sergente dei marines prelevava il numero autorizzato di tots (mezze pinte) con la supervisione del sottufficiale di giornata. I pochi tots di grog che restavano nella vasca (detti plushers) venivano versati negli scarichi (scuppers) finendo in mare.

I sottufficiali venivano serviti per primi e avevano diritto ad una razione di rum non diluita. La truppa beveva il suo grog in un unico sorso, quando aveva finito il proprio lavoro attorno a mezzogiorno.

Ma ecco, dunque, la ricetta originale della Royal Navy:

ingredienti:

  1. rum
  2. acqua
  3. zucchero
  4. limone

preparazione: scaldare l’acqua quasi a bollitura, versala in una scodella, aggiungete il rum per 1/3 del contenuto, zuccherate a piacere mescolando ed infine infilateci lo spicchio di limone.

A questa ricetta, personalmente aggiungo cannella in polvere e un pò di caffè solubile.

Lo preparo SEMPRE durante le navigazioni notturne. Corrobora, riscalda e aiuta a passare le fredde ore notturne di guardia in pozzetto.

Provatelo, e sappiate dirmi cosa ne pensate!

Un abbraccio a tutti,

Captain Blood

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Fase laterale EURO / US DOLLARO

4 marzo 2010 CptBlood Nessun commento

Direi che è dagli inizi di febbraio che il cambio EUR / USD affronta una consistente fase laterale. L’iniziale trend di discesa dell’Euro si è arrestato in un “Trading Range” piuttosto significativo ma pur sempre laterale, come se il cross non sapesse quale direzione prendere. In questi casi è molto difficile fare trading a medio e lungo termine: questo è il regno degli “scalpers”, ovvero di coloro che eseguono operazioni mordi e fuggi, nel giro di pochi minuti, cavalcando il picccolo movimento all’interno di un time frame piuttosto ridotto.

Questo è il grafico a 4 ore aggiornato ad oggi :

Come si può vedere, la fase laterale è lampante……segno che c’è qualcosa che bolle in pentola!

Dal punto di vista tecnico, non posso (almeno io) individuare un possibile trend decisivo per i prossimi giorni. Tuttavia, con un pò di Analisi Fondamentale, posso ritenere che qualche “mano forte” sta accumulando fondi per un movimento che già è di sua conoscenza. Fase di accumulo, quindi, per poi realizzare grossi profitti nel prossimo futuro. Si, ma quale sarà la direzione del cross???

Bella domanda!  Se conoscessi la risposta potrei diventare ricco.

Si possono fare alcune considerazioni (Analisi Fondamentale):

1) La crisi della Grecia è stata, in parte, tamponata con interventi approvati dalla BCE  (Euro ok)

2) I dati economici europei hanno segnato un leggero miglioramento ( Euro ok)

3) Il mercato si sta comportando da ieri come se la FED stia per alzare i tassi di interesse da 0% ad esempio allo 0.5% o addirittura sino all’1% entro qualche giorno  (USD ok)

4) Uno dei governatori della FED ha affermato che tenere i tassi di interesse a 0% è un non senso, che stia preparando il terreno per un rialzo?  (USD ok)

Da quanto sopra sembrerebbe che sia l’Eurozona che gli Statunitensi stiano facendo a gara a chi possa dare segnali di rialzo per la propria moneta più forti. Il mercato e i prezzi scontano tutto, si sa, e bisogna considerare che se fosse vera la storia del rialzo dei tassi statunitensi sarebbe FORTISSIMA la tendenza degli investitori (soprattutto asiatici) nell’acquistare valuta americana, anche perchè il petrolio si compra ancora in dollari!

Conclusione, ritengo che assisteremo ad un nuovo ribasso dell’Euro contro il Dollaro. Per cui, mi preparo a posizioni short per domani pomeriggio, dopo le 14.30 pm locali quando usciranno i dati sui Sussidi di disoccupazione e della Produttività non agricola statunitensi (cfr. il Calendario Macroeconomico). Speriamo bene!

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Sinusite

3 marzo 2010 CptBlood Nessun commento

La sinusite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, spesso accompagnata da un processo infettivo primario o secondario.

In caso di sinusite, la mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all’interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione.

Questa patologia può colpire soltanto persone in cui i seni paranasali siano ben sviluppati; per questo motivo i bambini in età pediatrica, nei quali i seni non si sono ancora formati, non contraggono la malattia.

Si può scatenare in seguito ad un qualsiasi processo infiammatorio delle cavità paranasali. Spesso questo è determinato da una rinite di origine virale (Rhinovirus o altri della famiglia Picornaviridae), batterica (Staphylococcus Aureus, Streptococcus Pyogenes tra i tanti), fungina (in caso di immunodeficienza) o non infettiva (ad esempio rinite allergica).

Si può quindi sviluppare, così come altre infiammazioni di cavità del cranio (otiti, mastoiditi), in seguito ad un’espansione di un’ infezione che colpisce prima l’orofaringe.

Meno sovente la causa di sinusite può essere un’infezione dell’arcata dentaria superiore, che si mette in comunicazione con le cavità paranasali tramite la radice dei denti molari o più raramente dei denti premolari che demolisce il pavimento dei seni mascellari determinando un ostio di comunicazione.

La sinusite può presentarsi in diverse forme:

  • acuta, se persiste per un periodo massimo di 2-3 settimane
  • cronica, se i sintomi si protraggono per periodi più lunghi (anche alcuni mesi)
  • ricorrente, se lo stesso paziente accusa durante l’anno più di 3 recidive.

In generale i sintomi della sinusite constano di dolore e senso di pressione al volto, in zone diverse a seconda del seno paranasale interessato. Si possono accompagnare poi i sintomi aspecifici dell’infiammazione o di un’infezione (cefalea, febbre, rinorrea con muco verde-giallastro, tosse grassa, mal di denti).

Tutto questo per dirvi, cari lettori, che la SINUSITE è una gran rottura di balle!

AEROSOL a manetta…

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Silvio Dell’Accio

12 febbraio 2010 CptBlood Nessun commento

In queste ultime settimane ho percorso migliaia di miglia e visitato tanti posti. Fa parte del mio lavoro. Tuttavia, queste miglia le ho percorse in volo, il paesaggio che scorreva veloce ma lento sotto di me e i tanti posti sorvolati fuggivano via senza mostrare i loro dettagli, i loro segreti. Penso sia questo il volo: coprire grandi distanze che, in realtà, sono tutte uguali e senza storia; perchè non v’è poesia in un paesaggio che non hai nemmeno il tempo di studiare, ché già è sepolto nella storia passata, momenti infinitesimali che sfrecciano a 450 miglia nautiche all’ora. E’ un pò la sintesi del mondo moderno: andar veloci senza soffermarsi nei particolari, senza avere il tempo di riflettere sulla realtà che ti circonda, ma dar retta solamente a fredde macchine che ti dicono tutto, ma non ti raccontano nulla…

Nonostante questo però, capita di rado, come per magia, che alcune giornate ti regalino lieti momenti di gioia, piccoli rallentamenti del tempo, ove si possa apprezzare l’esistenza vera, quella che imprime, che marchia i ricordi più belli. Ed è successo proprio qualche giorno fa. Un semplice incontro, una piacevole chiacchierata con una persona assai gradevole: Silvio Dell’Accio.

Non faccio nemmeno in tempo a terminare questi miei pensieri, che mi ritrovo nella zona dell’isola dove Oliver ha la sua bella Taverna, il Sighing Crab (il Granchio Sospirante).

L’aria è fredda, e una potente depressione è appena arrivata sferzando l’isola con pioggia mista a neve. Una neve sofferente, che non trova un appiglio ove aggrapparsi e già muore sciogliendosi sopra un letto a lei non adatto: una strada bagnata.

Non c’è molta gente in giro. Il freddo costringe gli abitanti a stare rinchiusi nelle case, e le barche intirizzite ondeggiano tremando nell’aria polare che arriva da settentrione.

Ho freddo anche io, ed entro nella taverna…

Trovo posto al mio tavolo preferito e già scorgo il volto gaio di Oliver che, con un cenno di assenso, mi riempie un boccale di birra cruda. A proposito, si tratta della WeisBier, la mia preferita.

“Eccoti qua, Peter ! Non ci facevi visita da molto tempo….come va?” , mi porge il boccale e si siede anche lui, di fronte a me.


“Tutto bene, o quasi, Oliver. Un pò acciaccato da questo freddo…grazie per la birra. Che si dice sull’isola?”

“Bah, che dirti? Non si fa altro che parlare di politica, e io mi sono rotto di questo branco di cefalopodi schiamazzanti.”

“Guarda che non mi freghi, tu ADORI parlare di politica….e io pure, se non fosse che ormai sono disgustato e amareggiato da tante di quelle faccende, che preferisco pensare ai sogni…”

“Ai sogni? Peter, guarda che con i sogni non si campa! E se ci si campasse, ci tasserebbero pure quelli!” , batte un pugno sul tavolo.


“Ah ah ah questo è vero, caro Oliver. Tuttavia devi fare attenzione, perchè una vita senza sogni è una vita senza il sale. Senza sogni un uomo non è felice. Sai, ho incontrato una persona che ha sognato tanto, realizzato tanto e sogna ancora alla sua età!”

“Davvero? E non si è stufato di sognare?”

“Direi proprio di no. Anzi, mi ha parlato del suo sogno con gli occhi di un ventenne che ha ancora tanto da scoprire. E questo mi ha intenerito molto, e l’ho ammirato tantissimo per questo.”

“E chi è questo sognatore, Peter?”

“Si chiama Silvio Dell’Accio, classe 1943.”

“Uhmmm….fammi pensare….ma non è quel navigatore solitario che perse la barca alle Canarie?”

“Complimenti, Oliver! Hai centrato in pieno. Silvio, all’età di 35 anni (se non erro) si mise a navigare per i mari di tutto il mondo con una barca di 8, 80 metri. Dieci anni in giro per gli oceani. Ha pubblicato moltissimi articoli per riviste nautiche e ha anche scritto un bel libro edito da Mursia : L’oceano fuori, l’oceano dentro. La barca che perse alle Canarie era la Free Life , sponsorizzata dalla rivista “Nautica”. Fu un’avventura terribile perchè fu affondato dalle balene. Per fortuna se la cavò fuggendo sul barchino di servizio, ma con la barca si spense il sogno….almeno sino ad oggi.”

“Caspita, saranno stati momenti terribili. Ma come lo hai conosciuto, quando l’hai incontrato?”

“Come ti dicevo tempo fa, internet è un attrezzo potente nelle mani degli uomini. Può essere usato male, ma anche molto bene. In qualche modo riesce ad avvicinare persone distanti e fare conoscenze incredibili. Silvio è stata una di quelle conoscenze incredibili. E’ una persona con tanta voglia di comunicare e un grande entusiasmo, pertanto è facile trovarlo. Ci siamo scambiati i recapiti e alla prima occasione, sono andato a trovarlo. Oliver, non sai che bell’incontro! E’ meraviglioso ascoltare una persona che ha tanta voglia di raccontare e che ha tanto da dire.”

“Perchè dici che sogna ancora?”

“Perchè ha una fortissima determinazione a tornare in mare. Appena potrà, vuole comprarsi una barca e ripartire. Mentre lo dice ti rendi conto subito che lo farà da come gli brillano gli occhi. E quando ti rendi conto della sua determinazione non puoi fare altro che ammirarlo.”

“Beh, si….ci vuole un sogno molto potente per arrivare ad una determinazione del genere. E dove conta di andare?”

“Immagino che voglia tornare in Pacifico, e del resto lo capisco. Ha una grandissima esperienza di navigazione oceanica in solitario. Anche per questo, l’ho invitato a venire qui, sull’isola, per andare in mare insieme. Sono certo che mi trasmetterà tantissima esperienza, e il mio vascello sarà onorato di avere un ospite di siffatto calibro.”

“Verrà qui? Caspita, Peter, fammi sapere quando arriva che organizziamo una bella festa nel mio locale!”

“Eh eh eh, ma certo Oliver. Non mancherò di fartelo sapere.”

“Quando pensa di partire per gli oceani?”

“Appena avrà la barca e l’avrà messa a punto. Non conosco le sue tempistiche, ma sono certo che navigheremo molto insieme. Del resto, anche il Vieux Malin è pronto a salpare per il Grande Blu.”

“Vuoi dire che lascerai l’Isola di Tortuga?” , mi guarda di sbieco, come un cagnolino bastonato.

“Per lunghi periodi, si…ma non definitivamente, Oliver. Tranquillo che ti pagherò le birre che mi hai servito!” , sghignazzo divertito.

Razza di pescecane! E’ così che tratti il tuo amico?”

“Dai che scherzo! Ad ogni modo vedrai che presto ti farò conoscere Silvio Dell’Accio di persona.”

“Sarà un gran bel giorno, Peter. Non vedo l’ora!” , si alza e torna a servire i suoi clienti.


Io sorseggio ancora la mia birra di frumento mentre penso al mio amico Silvio e al suo sogno di tornare in mare. Quanto capisco il suo richiamo. Verrà il giorno che navigheremo insieme!

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Libertà

5 febbraio 2010 CptBlood Nessun commento

La libertà vola sconsolata nei cieli del nostro Paese. La politica ne fa largo uso, di questa parola, e travisa il suo concetto così come travisa il concetto di “potere”.

Il potere viene infatti inteso come libertà di fare i propri comodi e di farli come e quanto ci si aggrada. Un po’ come il divertente spot di Corrado Guzzanti : “Popolo delle libertà: facciamo un po’ come cazzo ci pare!”

In questo quadro è un fatto del tutto coerente, da parte dell’attuale governo dell’italietta, varare un decreto che garantisca l’impunità del Premier: il leggittimo impedimento!

Certo, le emergenze di questo Paese sono tante e più importanti.
Tuttavia l’urgenza di mettersi al riparo dalle Procure “rosse” e politicizzate è più impellente. La casta si autoprotegge, e lo dimostra la vergognosa astensione al voto dell’UDC, che sta all’opposizione!

La Legge NON è uguale per tutti i cittadini, signori. E’ sempre stato così.

Democrazia è anche accettare la volontà del Popolo. Ed è per questo che, dal momento che il Popolo Italiano mantiene alti consensi nei confronti di questi mascalzoni, e contestualmente non esiste un’opposizione seria e autorevole, il tutto condito da una classe giornalistica da terzo mondo, allora non mi resta altro da fare che rimanermene nella mia Isola di Tortuga, dove vivono ancora i concetti VERI di libertà e potere.

La schiavitù del terzo millennio sta allargando le proprie braccia, includendo anche voi, gentili lettori. E sarebbe bene che tutti se ne rendessero conto.

Caro Bersani, dove sei? Cosa fai? Qual’è il tuo pensiero? Dicci qualcosa!


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Sea Shepherd in difesa del Tonno Rosso

24 gennaio 2010 CptBlood 4 commenti

La Sea Shepherd Conservation Society non si riposerà molto dopo la campagna contro le baleniere giapponesi. Entrambe le navi della Sea Shepherd, la Steve Irwin e la Bob Barker, lasceranno l’Oceano Meridionale per fare rotta sul Mediterraneo. L’obiettivo sarà quello di intercettare ed opporsi alle operazioni illegali dei pescatori e bracconieri di tonno Bluefin, detto anche tonno rosso.

“Abbiamo bisogno di portare all’attenzione della comunità internazionale una delle più particolari specie ittiche del mondo, il tonno Bluefin. Si tratta di una specie in via di estinzione a causa della insaziabile domanda del mercato giapponese che alimenta una pesca illegale di questo pesce sempre più costoso”, dice il fondatore e Presidente della Sea Shepher, Capitano Paul Watson.

Due settimane fa, un singolo Bluefin è stato venduto in Giappone per 110 mila sterline !

Con una taglia simile sulla testa, i giorni di sopravvivenza di questa specie non saranno molti. Come una specie di pesce diventa rara, i prezzi aumentano. Questa è l’economia e la politica dell’estinzione. E nel caso del tonno Bluefin, si stima una sopravvivenza di appena 3 anni da ora.

A livello politico, la corruzione e l’incremento del valore di mercato di questa specie di tonno stanno bloccando ogni reale sforzo per la sua salvaguardia.

La Convenzione sul Commercio Internazionale sulle Specie in Pericolo si incontrerà in Marzo per discutere sulla possibile moratoria del commercio del tonno Bluefin. Peccato che l’Unione Europea, nel presiedere il meeting, ha già tolto dall’agenda la questione del tonno rosso in modo tale da non creare tensioni con i pescatori francesi, maltesi, italiani e greci.

Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha provato a vietare la pesca di questo tonno ma in realtà ha le mani legate dalle corporazioni dei suoi stessi pescatori. Sta provando allora il bando delle esportazioni di tonno rosso al Giappone, e questo aiuterebbe non poco, ma i pescatori francesi hanno già minacciato il blocco dei porti se non otterranno ciò che vogliono.

Questo è un anno cruciale nella battaglia per salvare il tonno Bluefin.

La Sea Shepherd intende opporsi ai bracconieri e ai pescatori di tonno Bluefin e non farà marcia indietro di fronte alle minacce e alla violenza dei pescatori. Le campagne nell’Oceano Meridionale contro i balenieri giapponesi, negli ultimi 6 anni, hanno dato alla Sea Shepherd la necessaria esperienza per affrontare questo genere di situazioni.

“Possiamo perdere una nave, ma la perdita di una nave è preferibile alla perdita di una specie vivente, come i Bluefin”, dice il Capitano Paul Watson. “Le navi sono sacrificabili, le specie no.”

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Proverbi e modi di dire marinari

16 gennaio 2010 CptBlood Nessun commento

I popoli del mare hanno un bagaglio di saggezza infinito, dettato dalle condizioni dure del loro vivere l’ambiente acquatico. Questa saggezza viene spesso evidenziata dai modi spicci in cui condensano grandi verità in poche parole. Ecco un elenco dei vari proverbi italiani che da secoli popolano il mondo dei marinai:

A nave rotta ogni vento e’ contrario
Accerta il corso e poi spiega la vela
Al fare in mare, al tondo in terra.
Allor che il vento contro il sole gira, non ti fidar, perche’ torna forte e spira.
Arco di sera, buon tempo spera
Arco in mare, buon tempo vuol fare
Arcobaleno di sera, marinaro tranquillo. Arcobaleno di mattina marinaro all’erta.
Aria rossa, piscia o soffia.
Barca rotta, marinaio scapolo.
Barca, perdita cavalca.
Bisogna navigar secondo il vento
Chi casca in mare e non si bagna, paga la pena.
Chi detiene il controllo del mare ha il controllo dell’universo.
Chi discioglie la vela a piu’ di un vento, arriva spesso a porto di tormento
Chi dorme non piglia pesci
Chi e’ in mare naviga chi e’ in terra radica
Chi e’ oste o fornaio, e fa il barcaruolo, dato gli sia d’un mazzuolo.
Chi e’ padrone del mare, e’ padrone della terra
Chi ha da navigar guardi il tempo
Chi lavora mangia un’acciuga, chi non lavora, due.
Chi non ha navigato non sa che sia male.
Chi non ha sorte non vada a pescare.
Chi non sa nuotare non si butti a mare.
Chi non sa pregare vada in mare a navigare.
Chi non s’avventura, non ha ventura.
Chi non va per mar Dio non sa pregar.
Chi non va per mar Dio non sa pregar.
Chi pesca in fretta, spesso piglia dei granchi
Chi pesce vuol mangiare le brache s’ha a bagnare.
Chi scapita in mare, scapita in terra
Chi teme acqua e vento, non si metta in mare
Chiaro orizzonte a nord, sole calante, promessa di bel tempo al navigante.
Ciel senza nubi, pallide stelle, al marinaio dicon procelle.
Cielo a pecorelle, donna imbellettata non duran nemmeno una giornata
Cielo rosso di mattina, brutto tempo s’avvicina.
Del mar le pecorelle annunzian le procelle
Di’ bene del mare, ma resta a terra.
Donna iraconda mar senza sponda
Donna, fuoco e mare fanno l’uom pericolare.
Due capitani mandano la nave contro gli scogli.
E’ come l’ancora che sta sempre in mare e non impara mai a nuotare.
E’ come un pesce fuor d’acqua
E’ meglio pioggia e vento che non il mal tempo.
E ricorda che all’uomo dice Iddio: “Aiutati, che allor ti aiuto anch’io”.
Fa il bene e buttalo a mare: se non te lo riporta la gente, te lo riporta il pesce.
Giuramenti d’amore, giuramenti da marinaio
I pesci grossi stanno al fondo.
Il beccaio non ama il pescatore.
Il buon marinaio si conosce al mal tempo
il mare e’ come il veleno, una volta entrato nel sangue, non esce piu’.
Il mare ha sempre vent’anni.
Il mondo e’ come il mare: e vi s’affoga chi non sa nuotare.
Il polpo si cuoce con la sua stessa acqua.
Il sapere ha un piede in terra e l’altro in mare.
In acqua senza pesci non gettar rete.
In nave persa, tutti son piloti.
Invan si pesca, se l’uomo non ha l’esca.
La barca e’come una donna! Non si presta mai.
La bonaccia tempesta minaccia.
L’arte del marinaio, morire in mare; l’arte del mercante, fallire.
Lascia che l’onda passi e la marea s’abbassi.
Levante chiaro e tramontana scura, buttati in mare e non aver paura.
L’ospite e il pesce in tre giorni puzza.
Luna senta’, marinaio all’erta.
Meglio chiamar gli osti in terra che i santi in mare.
Meglio coda di gamberetto che coda di pescecane.
Meglio esser testa di luccio (o d’anguilla) che coda di storione.
Meglio essere proprietari di un guscio di noce che comandanti di una nave a vapore.
Montagna chiara e marina scura, sciogli le vele e non aver paura.
Nave genovese, mercante fiorentino.
Nave senza timon va presto al fondo.
Non giudicare la nave stando in terra.
Non incrociar la rotta ad un veliero se dubbio v’ha d’abbordo anco leggiero.
Non si vende il pesce ch’e ancor in mare.
Nubi ramate immote, ciel coperto, tempesta ti annunzian di certo.
Nuvola vagante, acqua non porta.
O pioggia o neve a mezzanotte avrai se a sera un cerchio alla luna avrai.
Ogni nave fa acqua; quale a mezzo, quale a proda, e quale in sentina.
Ognun sa navigar quando e’ buon vento .
Pallidezza del nocchiero, di burrasca segno vero .
Per la gola si pigliano i pesci.
Per mare non ci sono taverne .
Poca cima, poco marinaio.
Pochi sono gli uomini che possano dare del tu al Mare… Quei pochi non glielo danno.
Popolo marinaro, popolo libero.
Promesse di barcaiolo e incontro d’assassini, sempre costano quattrini.
Quando a pruavia alcun segnal tu avverta ferma, poi avanza adagio stando all’erta.
Quando le nubi ascendono dal mare non uscir di porto.
Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave non si perde.
Saltar dal trasto in sentina .
San Nicolo de Bari, la testa dei scolari e dei marinari.
Scienza, casa, virtu’ e mare – molto fan l’uomo avanzare.
Scirocco : oggi tiro domani scrocco.
Se a calma notte il mare brontola a riva, al largo, o marinar, la barca va giuliva.
Se alla sinistra il verde tu rilevi dritto alla via, che’ manovrar non devi.
Se il verde mostri mentre il rosso vedi, accosta sulla dritta e il passo cedi.
Se l’alba verde a te apparira’ da questo lato il vento arrivera’.
Se lampeggia, ma piu’ tuona, il vento vien da dove suona
Se l’iride si vede la mattina badate che il mal tempo s’avvicina
Se raggiungi in tua rotta nave in mare sei tu che per passar dei manovrare.
Se sulla rotta rosso e verde appare, mano al timone, a dritta tieni il mare.
Se v’e’ neve, foschia, o nebbia folta sii cauto e lento ed i segnali ascolta.
Secondo il vento, la vela
Senza esca non si pesca.
Serata rossa e grigia mattinata, indizi certi di bella giornata.
Sete, oto e nove l’acqua non si move, vinti, vintun e ventido’, l’acqua non va ne’ in su ne’ in gio’.
Stelle ingrandite e luminose assai annuncian cambiamento ai marinai.
Stelle moltissime in ciel filanti, di vento e pioggia son segni parlanti.
Stelle moltissime in ciel filanti, di vento e pioggia son segni parlanti.
Stelle troppo scintillanti, vento forte a te davanti.
Tramontana torba e scirocco chiaro, tienti all’erta, marinaro!
Tre cose fan l’uomo accorto: Lite, donna e porto.
Tu dagli eventi prenderai consiglio pronto e sicuro in subito periglio.
Un occhio al pesce e un altro alla gatta
Un pane dura cento miglia, e cento pani non durano un miglio.
Una volta bagnato con l’acqua salata, non ti asciughi piu’
Vecchia nave, ricchezza del padrone.
Vento da nord propizio al marinaro, se l’orizzonte scorgi netto e chiaro.
Vento in poppa, mezzo porto
Vento in poppa, vele al largo

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Io sono haitiano

15 gennaio 2010 CptBlood Nessun commento

Nessuna retorica. Siamo tutti…TUTTI di Haiti. Diamogli una mano:

Croce Rossa

Numero verde: 800.166.666

Donazione online: Causale “ Pro emergenza Haiti “ www.cri.it

Bonifico bancario: causale “ Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020

Programma alimentare mondiale Onu

Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM

IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688

Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848

ABI 03069 CAB 05196

IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383

Donazioni online: www.wfp.org/it

Caritas Italiana:

C/C POSTALE N. 347013 – Causale: “Emergenza terremoto Haiti”

Oppure tramite bonifico:

UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119

Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113

CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Donazioni online: Caritas international http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html

Save the Children:

Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y

Oppure: C/C POSTALE n.43019207

Medici senza Frontiere

Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25

Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000

CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti

Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/
Unicef

Donazioni online:

https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001

Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010

Actionaid: Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale

Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287

Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti

Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti

Donazioni on line dal sito internet www.agire.it

Le Misericordie Italiane:

c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a “Confederazione Nazionale” con causale «PRO HAITI».

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Sea Shepherd

11 gennaio 2010 CptBlood Nessun commento

Come potete osservare, condivido qualcosa con questa organizzazione che combatte per la difesa degli animali marini.

Molti di Voi, carissimi lettori, in tutta probabilità non la conoscevano prima dello spettacolare incidente dove un trimarano

a motore della Sea Shepherd è stato brutalmente speronato e distrutto da una nave baleniera giapponese, la Shonan Maru N.2

La Ady Gil, il trimarano, conteneva sei uomini di equipaggio. Quattro neozelandesi, un australiano e un olandese. Dopo l’incidente

sono stati tratti in salvo dalla nave appoggio Bob Barker, sempre della Sea Shepherd.

Ciò che è accaduto dimostra la recrudescenza nei modi in cui i giapponesi cercano di allontanare la “fastidiosa” presenza degli ambientalisti. Ormai non si spara più con gli idranti, si va allo speronamento. I balenieri sapevano bene che il trimarano era costruito in carbonio, e sapevano altrettanto bene che una collisione con la loro nave lo avrebbe fatto affondare. E così è stato.

Ma chi sono gli Sea Shepherd ?

Sono un’organizzazione no-profit di uomini e donne che si battono per la difesa di balene, delfini, foche, tartarughe, etc. Meno famosa di Greenpeace, la Sea Shepherd nasce da una sua costola a causa della progressiva ed eccessiva burocratizzazione del Gigante Verde. Paul Watson, il fondatore di Sea Shepherd ma già un attivissimo membro di Greenpeace, ha l’azione nel sangue e non poteva più sopportare l’asfissiante stasi di un’organizzazione ormai inspessita e goffa. Pastori del mare, è questa la traduzione letterale del loro nome, e nella loro bandiera  si può notare il pastorale e il tridente di nettuno.

Questo è il senso di Sea Shepherd, nella quale ho l’onore di servire e spero presto di partire per una battaglia in mare. Le loro navi nere e il loro simbolo calzano a pennello su tutto ciò in cui credo. Ecco, quindi la loro flotta:

M/Y Steve Irwin

Così denominata per il compianto Steve Irwin, grande naturalista australiano scomparso il 4 settembre 2006.

R/V Farley Mowat

Nave costruita nel 1956 in Norvegia, ha servito come nave appoggio per la ricerca sulla pesca del Governo norvegese. Lunga 54 metri e con un dislocamento di 657 tonnellate,  il suo scafo è composto da lastre di acciaio spesse un pollice ed è costruita per affrontare la violenza del Mare del Nord.

Sirenian / Yoshka

Ex unità della Guardia Costiera Statunitense, costruita nel 1955, fu acquistata da Sea Shepherd nel 1991.

M/Y Ady Gil


Affondato dai giapponesi….

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